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Il cacciatore di libri

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  • Il cacciatore di libri

    Daniele Mencarelli e Andrea Kerbaker

    24.1.2026
    "Quattro presunti familiari" di Daniele Mencarelli e "Casa, dolce casa" di Andrea Kerbaker
    Un romanzo nero che gira intorno al ritrovamento di uno scheletro nei boschi vicino Latina. Appartiene a una donna e la morte risale a circa venti anni prima. I carabinieri decidono così di convocare i parenti delle tre ragazze scomparse in quel periodo. Questa è a grandi linee la trama di "Quattro presunti familiari" (Sellerio) scritto da Daniele Mencarelli, noto per romanzi come "Tutto chiede salvezza" e "La casa degli sguardi". Se nei precedenti romanzi aveva narrato le dipendenze e il disagio mentale, in questo sembra virare verso il noir. In effetti c'è un'indagine (bisogna scoprire l'identità della vittima comparando il DNA delle ossa con quello dei familiari), ma quella che prevale è soprattutto l'indagine sulla psicologia di questi familiari e anche sui carabinieri che lavorano al caso. C'è la voce narrante, l'appuntato Emanuele Circosta, che si definisce un mediocre: di fronte alle violenze e ai soprusi commessi dal collega Liberati, preferisce tacere diventando in parte complice. Sarà Circosta a dover gestire i difficili equilibri dei quattro presunti familiari: i coniugi Martelli che hanno perso la figlia, la signora Parrino che aveva denunciato la scomparsa della sorella, il giovane Lucio Marini, la cui madre era scomparsa quando lui aveva solo dieci anni.
    Nella seconda parte un romanzo tenero e amaro sulla vecchiaia, narrato con ironia. In "Casa, dolce casa" (Guanda), Andrea Kerbaker racconta la storia di George, un quasi novantenne che vive in una residenza per anziani nel sud della Gran Bretagna. Ha spesso dei vuoti di memoria, si intuisce che ha una forma di demenza senile, ma ha la sufficiente lucidità per capire che le condizioni di vita nella residenza per anziani non sono accettabili. Il personale è gentile, ma c'è una condiscendenza affettata. George è disturbato, per esempio, dalla mancanza di dignità personale, ma soprattutto reclama libertà e indipendenza. Per questo decide di scappare dalla residenza per anziani e tornare nella propria abitazione. Questo breve viaggio sarà l'occasione per riflettere sulla sua condizione, ma anche per fare un bilancio personale sul passato: che marito e che padre è stato George? Un romanzo puntellato dall'ironia e che narra, utilizzando la seconda persona singolare, una vicenda dolce e nello stesso tempo amara.
  • Il cacciatore di libri

    Stefania Auci

    17.1.2026
    "L'alba dei leoni" di Stefania Auci
    Il nome di Stefania Auci è legato alla saga dei Florio. Nei romanzi "I leoni di Sicilia", libro più venduto in Italia nel 2019, e poi "L'inverno dei leoni", aveva narrato la parabola della famiglia Florio, arrivata a Palermo dalla Calabria a cavallo fra il '700 e l'800. L'ascesa, il successo commerciale, le vicende personali e poi la caduta. Ora il romanzo "L'alba dei leoni" (Nord) racconta le vicende dei Florio prima del trasferimento in Sicilia. Siamo, dunque, fra il 1772 e il 1799 a Bagnara Calabra. Ci sono Vincenzo Florio, fabbro, e la moglie Rosa con i vari figli, fra cui c'è Francesco, considerato il ribelle perché non vuole fare lo stesso mestiere del padre. Viene rapito da una banda di briganti ed è costretto a stare con loro per diversi mesi. La vita di stenti, la violenza, la paura, ma sempre il costante desiderio di essere artefice del proprio destino. C'è poi il terremoto del 1783 che distrugge quasi completamente Bagnara, infine il focus si sposta su un altro personaggio, Paolo, che come il fratello Francesco non vuole fare il fabbro ma vorrebbe andare per mare. Sarà lui, insieme al fratello Ignazio, ad andare poi a Palermo, avviare l'aromateria e dare inizio alla storia imprenditoriale dei Florio. Questo è dunque un prequel de "I leoni di Sicilia", ma è soprattutto la storia di due ragazzi, Francesco e Paolo, che vogliono segnare il proprio destino, ribellandosi alle imposizioni del padre. Ed è anche la storia di tante donne che alla fine del '700 vivono una condizione di sottomissione e silenzio, in cui si inserisce qualche raro tentativo di indipendenza.
  • Il cacciatore di libri

    Catena Fiorello Galeano e Letizia Pezzali

    10.1.2026
    "Vita e peccati di Maria Sentimento" di Catena Fiorello Galeano e "Un animale innocente" di Letizia Pezzali
    "Maria Sentimento aveva lo sguardo vitreo e tagliente. In paese era una donna chiacchierata, ma non si poteva dire lasciasse indifferenti e benché per indole preferisse parlare poco di sé, le malelingue insistevano nel ricamare pettegolezzi sulla sua vita". Questo è l'incipit del romanzo "Vita e peccati di Maria Sentimento" di Catena Fiorello Galeano (Rizzoli). Siamo in Sicilia alla fine degli anni '50: Maria Sentimento è una vedova quarantenne con quattro figli, Santino, Anna, Lucia e il piccolo Antonio che è nato da un amore clandestino, un uomo che dopo tante promesse l'aveva abbandonata. Per Maria Sentimento il rapporto con gli uomini era stato sempre complicato, non aveva mai sopportato il marito, sposato solo per sottrarsi a un padre manesco e di scarso affetto. La sua vita è tutta dedicata ai figli, cerca per loro un futuro migliore ed è per questo che lascia il lavoro in campagna e va a lavorare nella villa di una coppia di ricchi americani nella vicina Taormina, all'epoca al centro della vita mondana e internazionale, meta di divi del cinema di tutto il mondo.
    Nella seconda parte parliamo di un romanzo composito, carico anche di tensione: inizia come un romanzo intimista di riflessioni personali e lentamente si trasforma in un noir psicologico. La protagonista è Vanda che a 45 anni attraversa un momento di crisi: ha chiuso una relazione clandestina con un uomo sposato e sente improvvisamente il peso degli anni, tanto che dice di sentirsene 90. È una donna autonoma, determinata, ma dice anche "non so vivere". Decide così di concedersi una vacanza a Fuerteventura e qui incontra Ben, un massaggiatore ventenne per il quale sviluppa un'ossessione erotica. Il romanzo "Un animale innocente" di Letizia Pezzali (Einaudi) è dunque la storia di questa ossessione erotica, con una serie di riflessioni sui rapporti di potere, sul confine fra bene e male e anche sulla manipolazione.
  • Il cacciatore di libri

    "L'avvocato del diavolo" di Boris Akunin

    06.1.2026
    Un romanzo satirico e sarcastico sulla Russia e sul regime di Putin. Parliamo di "L'avvocato del diavolo" di Boris Akunin (Mondadori - traduz. Erin Beretta, Francesco De Nigris, Mariangela Ferosi) con la prefazione di Paolo Nori, uno dei massimi esperti di letteratura russa in Italia. Boris Akunin è molto famoso in Russia per i suoi gialli storici, ma questo è il primo romanzo che non è stato pubblicato nel suo paese: per aver criticato Putin è stato inserito in una lista di estremisti e terroristi e condannato in contumacia a 14 anni di carcere e dunque da qualche anno vive a Londra. In questo romanzo immagina una Russia dove il capo di Stato ha un ictus e il premier, che è un ex agente dei servizi segreti, indice nuove elezioni convinto di vincere perché pensa di piacere a tutti. In realtà vince il suo avversario, un ex prigioniero politico, che crea una Repubblica parlamentare dove la priorità sono i diritti umani. In questo clima democratico, si celebra il processo all'ex braccio destro del capo di Stato, che fra l'altro aveva orchestrato l'invasione dell'Ucraina. Come difensore quest'uomo chiede di avere uno scrittore dissidente. Un totale ribaltamento dei piani in cui lo scrittore si trova a difendere chi lo aveva perseguitato. Un romanzo che può essere considerato una critica feroce al regime di Putin, ma anche una critica a tutti i regimi.
  • Il cacciatore di libri

    "L'estate che ho ucciso mio nonno" di Giulia Lombezzi

    05.1.2026
    Alice è una sedicenne molto legata alla madre Marta. Questo equilibrio è rotto con l'arrivo in casa del nonno materno che deve passare un periodo di convalescenza dopo un intervento. Un uomo esponente di una cultura maschilista e patriarcale e che, a causa della malattia, diventa un despota capriccioso: fa andar via una badante dopo l'altra e tutto l'accudimento alla fine ricade sulla figlia Marta, cosa che fa infuriare la giovane Alice, che soffre per la remissività della madre. "L'estate che ho ucciso mio nonno" di Giulia Lombezzi (Bollati Boringhieri) è un romanzo dai sentimenti forti che parte dalla rabbia di un'adolescente per arrivare poi a scoperchiare segreti di famiglia, una famiglia in cui quest'uomo si è sempre imposto.

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Über Il cacciatore di libri

Un’inviata virtuale in libreria per scoprire le ultime novità del mercato editoriale. In ogni puntata due interviste dal vivo a scrittrici e scrittori, italiani e stranieri, per parlare dei romanzi: dai personaggi ai temi, dalle trame ai retroscena della scrittura. Con uno stile informale Alessandra Tedesco racconta i romanzi e talvolta anche gli aspetti inediti degli autori. Un modo per orientarsi nella vasta produzione editoriale e scegliere il libro adatto a sé.
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