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  • Il sogno di Paul Atkin: ricostruire il Teatro San Cassiano di Venezia
    La nascita dell'opera viene convenzionalmente fatta coincidere con la fondazione della Camerata de' Bardi di Firenze nel 1570, con il cosiddetto ‘recitar cantando'. Ci sono ancora dubbi sulla paternità della prima opera, tra l'Euridice di Iacopo Peri e quella di Giulio Caccini. Quello che è certo che per molti anni l'opera veniva eseguita solo nelle corti e si trattava quindi di rappresentazioni private, destinate ad un pubblico ristretto. La svolta arriva quando il Teatro San Cassiano di Venezia, costruito nel 1581 per rappresentare spettacoli teatrali, nel 1637, in occasione del carnevale, presenta l'opera L'Andromeda di Francesco Manelli. Da quel momento il San Cassiano cambia la programmazione e diventa di fatto il primo teatro d'opera pubblico al mondo. Molti altri teatri d'opera seguiranno negli anni successivi, ma il Teatro San Cassiano manterrà comunque un ruolo importante per molto tempo, fino al declino e alla demolizione, avvenuta nel 1812. Duecento anni dopo, per iniziativa di Paul Atkin, un imprenditore e musicologo inglese, nasce il progetto Teatro San Cassiano Group (https://www.teatrosancassiano.it/it), con lo scopo di riportare in vita lo storico teatro veneziano .Quasi tutti i teatri italiani hanno subito modifiche nel corso degli anni, si sono modernizzati. Quello che manca in Italia è un vero e proprio teatro barocco, in grado di proporre l'opera barocca utilizzando le scenografie e le tecniche del periodo - spiega Paul Atkin. Oltre a ricostruire il teatro esattamente com'era - continua Atkin - vorremmo riportare in scena opere e autori dimenticati, avvalendoci delle partiture costudite nella Biblioteca Marciana di Venezia. Una delle prime opere che andranno in scena, appena saranno completati i lavori, sarà "L'ingresso alla gioventù di Claudio Nerone" di Antonio Gianettini, dalla quale ascoltiamo l'arioso "Languia d'amor", interpretato dal controtenore Filippo Mineccia (cd Glossa). Il secondo brano che ascoltiamo in questa puntata è la celeberrima "Pur ti miro, pur ti godo" da ‘L'incoronazione di Poppea' di Monteverdi, nell'interpretazione di Magdalena Kožená con la Venice Baroque Orchestra diretta da Andrea Marcon (cd Archiv).
    9/19/2021
  • Giovanni De Santis, virtuosista napoletano: un compositore da riscoprire
    Nella storia della musica ci sono molti compositori che hanno avuto un grande successo al loro tempo, ma poi sono stati dimenticati. Tra questi c'è Giovanni De Santis, al quale il prof. Cesare Fertonani, docente di musica all'Università degli Studi di Milano, ha dedicato il libro "Giovanni De Santis, virtuoso di violino e compositore «napolitano» nella prima metà del Settecento" (Led edizioni). Si conosce poco della sua vita e ancora meno delle sue opere, delle quali sopravvivono solo poche partiture, probabilmente scritte tra il 1730 e il 1735 - spiega il prof. Fertonani.
    9/12/2021
  • Indagine sulla musica colta contemporanea
    Dove finisce la musica classica e dove inizia la musica leggera? Fino a che punto ha senso creare barriere tra generi e sottogeneri? Nel suo saggio "Non è musica leggera" (Jaca book) Franco Fabbri, critico musicale e musicista (negli anni '70 era il chitarrista degli Stormy Six) prende in esame tutta quella musica del Novecento e inizio anni Duemila, da Mahler a Sciarrino, da Bernstein a Philip Glass, che richiede un particolare impegno da parte dell'ascoltatore. Pur nella loro diversità e pur appartenendo a volte a universi paralleli, i musicisti raccontati da Fabbri nel suo libro hanno rappresentato, nel proprio tempo, un momento di rottura con il passato e hanno spesso faticato per essere accettati da pubblico e critica.I brani che ascoltiamo in questa puntata sono "There is a garden" da "Trouble in Tahiti" di Leonard Bernstein e "Outrage at Valdez" dall'album "Yellow shark" di Frank Zappa.
    9/5/2021
  • Novità discografiche: Alfredo Berardini, Francesco Corti, Riccardo Minasi, Angelo Pepicelli
    Il nostro viaggio tra le novità discografiche parte dalla regione della Stiria, in Austria, alla riscoperta di Johann Joseph Fux, maestro di cappella alla corte di Vienna per quarant'anni, tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento. Per molto tempo dimenticato, il repertorio di Fux da qualche anno viene riproposto e valorizzato all'interno del Festival Styriarte di Graz. Tra gli artefici di questa riscoperta c'è Alfredo Berardini, che con l'ensemble Zefiro ha da poco pubblicato Dafne in Lauro (Arcana), una delle diciannove opere composte dal musicista austriaco. Oltre che musicista, Fux è stato anche un teorico della musica, autore di un importante trattato di composizione - spiega Berardini - e se per molti anni è stato dimenticato è probabilmente perché è passato alla storia più come docente che come compositore. Dall'Austria ci spostiamo in Svizzera, dove troviamo Francesco Corti, clavicembalista, direttore dell'ensemble Il Pomo d'Oro, che per la Pentatone ha da poco pubblicato il secondo volume dell'integrale dei concerti per clavicembalo di Bach. La terza proposta di questa puntata riguarda un'opera molto nota, lo Stabat Mater di Pergolesi, che Riccardo Minasi, alla guida dell'Ensemble Resonanz di Amburgo, ha recentemente inciso per Harmonia Mundi. Oltre allo Stabat Mater, realizzato dopo un lungo di lavoro di ricerca sulle partiture e sulle indicazioni legate alle prassi esecutive, l'album comprende anche il Salve Regina di Joan Rossell, che per molto tempo era stato attribuito allo stesso Pergolesi. Chiudiamo con il quarto e ultimo capitolo del progetto, realizzato per la Decca, che il Trio Metamorphosi ha dedicato all'integrale dei Trii per pianoforte, violino e violoncello che Beethoven ha composto alla fine del Settecento. Si tratta degli ultimi anni che Beethoven trascorse a Bonn prima del trasferimento a Vienna, città dove ebbe la possibilità di esprimersi con una libertà diversa e confrontarsi con altri musicisti - spiega Angelo Pepicelli, pianista del Trio Metamorphosi.
    8/29/2021
  • Novità discografiche: Davide Burani, Duo Palmas, Camerata Rousseau, Elena De Simone
    Il secondo appuntamento di Musica maestro con le novità discografiche inizia con François-Joseph Dizi, musicista di origine belga che ebbe una discreta fortuna a Londra nella prima meta del diciannovesimo secolo. Ai suoi "48 études ou fantasies pour harpe" è dedicato un doppio cd dell'arpista Davide Burani pubblicato dalla SMC. Un musicista che ebbe una vita molto rocambolesca - racconta Burani - tra scandali, cause per adulterio e incidenti vari, come quando durante un viaggio verso l'Inghilterra, Dizi si tuffò in mare per soccorrere un marinaio, ma il battello sul quale viaggiava ripartì senza di lui, assieme alla sua arpa e ai suoi bagagli. La seconda proposta riguarda un cd con le musiche per quattro mani di Schubert, "Original compositions and Transcriptions for 4 hands piano by Ulrich and Reinhard" (La Bottega Discantica). Come raccontano Luca e Cristina Palmas, fratello e sorella che compongono il Duo pianistico Palmas, l'album contiene sia composizioni originali per quattro mani, sia trascrizioni dell'epoca tratte da brani originariamente composti per altri strumenti o per voce. Torniamo indietro di qualche anno per occuparci di due compositori di grande talento ingiustamente dimenticati, i cugini boemi Jan Anton e Leopold Kozeluch. A loro è dedicato un progetto discografico pubblicato dalla Sony intitolato "Concertos and Symphony". Ce ne parla Leonardo Muzii, direttore della Camerata Rousseau, che ha realizzato questo album assieme al fagottista Sergio Azzolini e all'oboista Giovanni De Angeli. Chiudiamo con un gradito ritorno, la mezzosoprano Elena De Simone, che prosegue nella sua opera di riscoperta e valorizzazione del repertorio di Maria Teresa Agnesi, compositrice milanese del Settecento, con l'album "Arie dall'opera Sofonisba" (Tactus). L'opera, incentrata sul triste destino della nobildonna cartaginese, non venne probabilmente mai messa in scena - racconta la De Simone.
    8/22/2021

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