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    Il peso della chiusura dello stretto di Hormuz sul traffico aereo

    07.04.2026
    Lo scalo di Brindisi era senza jet fuel. A Reggio Calabria sono state introdotte limitazioni per la carenza di cherosene e Pescara per un guasto si trova con una sola cisterna. Lo si legge nei bollettini pubblicati nel lunedì di Pasquetta e che fanno seguito ai quattro arrivati 48 ore fa. In quel caso si trattava degli aeroporti di Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia, per le difficoltà del fornitore Air Bp Italia.
    Intanto oggi la situazione sembra rientrata: procede regolarmente questa mattina la fornitura di carburante per gli aerei in partenza nell'aeroporto del Salento di Brindisi, gestito da Aeroporti di Puglia. Alcune autobotti sono già giunte nello scalo e altre ne arriveranno nel corso della giornata. La fornitura, peraltro, non è stata mai sospesa. Ieri sera, di fronte alla eventualità che lo scalo rimanesse nella giornata di oggi senza carburante, dopo la diffusione di alcuni bolllettini aeronautici, il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile aveva precisato che non c'era "alcuna emergenza" e che la situazione era "sotto controllo, anche e soprattutto a Brindisi", invitando a evitare "preoccupazioni o allarmismi. Le forniture di carburante continuano regolarmente e non c'è alcun rischio di carenza imminente", aveva aggiunto. Facciamo il punto con Ugo Arrigo professore associato presso l'Università Bicocca di Milano.
    L'allarme di Dimon
    Wall Street oggi ha aperto negativa con l'avvicinarsi della scadenza dell'ultimatum di Donald Trump all'Iran. Ieri, sul piano delle esternazioni pubbliche, a prendere la parola è stato Jamie Dimon. Nella consueta lettera agli azionisti, l amministratore delegato di JP Morgan ha sottolineato senza giri di parole come la guerra in Iran metta l intero mondo finanziario «di fronte all insorgenza di shock significativi per i prezzi del petrolio e delle materie prime, che potrebbero comportare un livello di inflazione più persistente e tassi di interesse più elevati rispetto alle attese dei mercati».
    «Non abbiamo avuto una recessione creditizia da molto tempo, e sembra che alcune persone diano per scontato che non accadrà mai», ha detto. Un monito netto, che squarcia il velo di compiacenza di Wall Street con una previsione inequivocabile: «Non appena il ciclo del credito si invertirà, cosa che accadrà un giorno, le perdite su tutti i prestiti a leva in generale saranno superiori al previsto». In ogni caso - ha aggiunto - non è "probabilmente" un problema sistemico. Il commento è di Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
    Agenzia Internazionale dell'Energia, 'crisi per Hormuz la peggiore di quelle del '73, '79 e 2002 messe insieme'
    Il conto alla rovescia verso le 20 americane (le 2 di notte in Italia) è iniziato: nel giro di poche ore si capirà se il presidente americano Donald Trump darà seguito alla minaccia di "cancellare in una notte un intero Paese" o se concederà ancora tempo ai negoziati in corso attraverso i mediatori internazionali. Poche ore fa l'Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal quotidiano controllato dallo Stato Tehran Times su X. "Sono stati sospesi anche tutti gli scambi di messaggi". Il Teheran Times è considerato come strettamente legato alle fazioni più intransigenti all'interno del governo iraniano.
    Intanto per il direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie), Fatih Birol, l'attuale crisi di petrolio e gas, innescata dal blocco dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran, è "più grave di quelle del 1973, 1979 e 2002 messe insieme". Il mondo, ha affermato Birol, "non ha mai sperimentato un'interruzione dell'approvvigionamento energetico di tale portata". Il direttore dell'Aie ha aggiunto che i Paesi più a rischio sono quelli in via di sviluppo, le cui popolazioni saranno prevedibilmente colpite in modo duro dall'aumento dei prezzi dei combustibili. Il mese scorso, i Paesi membri dell'Aie hanno concordato di rilasciare parte delle riserve strategiche: Birol ha spiegato che tale processo è già stato avviato, ma attualmente resta ancora in corso. Ne parliamo con Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia.
  • Focus economia

    Effetto Trump, l'economia nel caos

    03.04.2026
    Ieri a S&P è bastato il primo mese di guerra all'Iran a tagliare le stime di crescita dell'Eurozona (dal +1,2% al +1%) e dimezzare, al +0,4%, quelle italiane. Ma se il conflitto durerà oltre aprile, la prospettiva europea è quella di una recessione tecnica accompagnata da un'inflazione in volo verso il 5%: in una replica dello scenario del 2022 che porterebbe sia la Bce sia la Bank of England ad alzare i tassi d'interesse. Un contesto sul quale ha pesantemente inciso il presidente Usa Donald Trump che in questo anno di presidenza ha avviato una guerra vera con l'Iran, fatta di missili, droni, cannonate, dopo le guerre minacciate per portar via la Groenlandia alla Danimarca, per annettersi il Canada. E dopo aver fatto rapire e imprigionare negli Stati Uniti il presidente (probabilmente illegale) del Venezuela senza che da questo "successo" sia derivato un vero e proprio rinnovamento di quel Paese: al suo timone si trova ora Delcy Rodriguez, già ministra del governo Maduro. Occorre però ricordare che alle guerre esterne si aggiungono quelle interne, contro gli immigrati illegali, perseguitati da un corpo di polizia appositamente rinforzato che le note tensioni che questo ha provocato e sta ancora provocando in numerose parti degli Stati Uniti. Per non parlare delle guerre economiche, condotte dalla presidenza Trump in pratica contro tutti i Paesi del mondo: alle loro esportazioni verso gli Stati Uniti Trump ha applicato dazi all'entrata nel territorio americano variandoli in maniera «capricciosa» e molto frequentemente. Precisamente da questi dazi è derivato un considerevole freno sia all'economia mondiale sia alle reti della distribuzione commerciale degli stessi Stati Uniti. Facciamo il punto con Giulio Sapelli, Università Statale Milano
  • Focus economia

    Spedizioni globali in crisi: rotte stravolte e costi in aumento

    02.04.2026
    Il settore delle spedizioni vive una fase di forte stress strutturale, arrivato al 34° giorno della crisi nello Stretto di Hormuz e dopo oltre due anni di instabilità nel Mar Rosso. Il conflitto in Iran ha interrotto il tentativo di ritorno alla normalità lungo l’asse Canale di Suez / Mar Rosso, oggi nuovamente sotto minaccia degli Houthi. Le rotte sono state ridisegnate: si passa dal Capo di Buona Speranza o si ricorre a soluzioni ibride mare-terra, con un’impennata dei costi. Secondo Nomisma le spedizioni segnano +229% rispetto al 2023, con tempi più lunghi di 10-12 giorni e costi fino a 10.000 dollari per container. Per Alessandro Pitto la crisi è strutturale e nasce da Suez: oggi, con Hormuz, diventa uno shock sistemico che colpisce direttamente l’export europeo. I governi reagiscono: Keir Starmer ha convocato un vertice internazionale per riaprire lo stretto e garantire la sicurezza delle rotte. Il traffico resta ridotto e incerto: la crisi è ormai il risultato combinato di Suez, Hormuz ed energia. Ne parliamo con Alessandro Pitto, presidente di Fedespedi.
    SpaceX scalda i motori per Wall Street, Musk deposita i documenti dell'Ipo
    Nel giorno del lancio Artemis II della Nasa, Elon Musk deposita in segreto i documenti per la quotazione di SpaceX, anticipando i rivali OpenAI e Anthropic. L’operazione potrebbe raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, con una valutazione complessiva di 1.750 miliardi, che la renderebbe la più grande Ipo di sempre, superando il record di Aramco. Le azioni potrebbero arrivare sul mercato tra giugno e luglio, con una quota significativa destinata anche agli investitori retail. A sostenere la valutazione contribuisce l’integrazione con xAI e un piano industriale molto ambizioso: aumento dei lanci Starship, sviluppo di data center nello spazio e prospettiva di una base lunare, con l’obiettivo finale del trasporto umano su Marte. Il commento è di Peter Cardillo, Chief Market Economist di Spartan Capital Securities.
    Dalla guerra in Iran rischi economici senza precedenti: aumentano i timori di recessione
    La guerra in Iran rischia di generare uno shock economico “senza precedenti”, paragonabile a quello del Covid in caso di conflitto prolungato, secondo gli economisti del Forum economico mondiale. La quasi chiusura dello Stretto di Hormuz sta già colpendo energia, inflazione e crescita. La Bce prevede un aumento dell’inflazione oltre il 3% nel secondo trimestre 2026 e una crescita modesta, mentre Standard & Poor’s ha rivisto al ribasso le stime: l’Italia scende allo 0,4%, l’eurozona all’1%. Il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta avverte che le tensioni energetiche possono amplificare fragilità finanziarie già esistenti, soprattutto in presenza di alto debito pubblico. Il quadro complessivo è quello di un’economia globale esposta a rischi crescenti, tra inflazione, instabilità e rallentamento della crescita. Il commento è di Mario Deaglio, professore emerito di Economia Internazionale Università di Torino.
  • Focus economia

    Imprese, Urso annuncia 1,5 miliardi su Transizione 5.0. Orsini: «È la via giusta»

    01.04.2026
    Il governo ripristina e aumenta a 1,5 miliardi i fondi per le imprese escluse dal piano Transizione 5.0, dopo il taglio iniziale a 537 milioni. Le risorse serviranno a sostenere gli investimenti in beni strumentali e innovazione. Confindustria accoglie positivamente la misura, sottolineando l’importanza di dare certezze alle imprese per sbloccare gli investimenti.
    Interviene a Focus Economia: Emanuele Orsini, presidente di Confindustria.
    Lavoro, Istat: a febbraio -29mila occupati sul mese, +13mila su anno
    A febbraio 2026 gli occupati calano di 29mila su base mensile, mentre aumentano i disoccupati (+36mila) e restano stabili gli inattivi. Il tasso di occupazione scende al 62,4%, quello di disoccupazione sale al 5,3%, mentre cala la disoccupazione giovanile (17,6%). Su base annua l’occupazione cresce di 13mila unità, ma diminuisce il tasso di occupazione e aumentano gli inattivi. Nell’Eurozona la disoccupazione sale al 6,2%.
    Ne parliamo con Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT.
    Il fatturato della GDO cresce del 4,3% nel 2024
    Nel 2025 la GDO italiana registra una crescita delle vendite del 4,3% nonostante l’inflazione bassa, dopo il +2,3% del 2024 (109,8 miliardi di fatturato). Dal 2019 le vendite sono salite del 30,9%. I discount continuano a crescere più degli altri operatori. I consumatori fanno acquisti più frequenti ma con carrelli più leggeri, puntando soprattutto su risparmio, qualità e riduzione degli sprechi.
    Il commento è di Oriana Romeo, Senior economist Area Studi Mediobanca.
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    Inflazione: a marzo sale all’1,7%, carrello spesa al 2,2%

    31.03.2026
    A marzo l’inflazione torna a salire, attestandosi al +1,7% su base annua e +0,5% su base mensile, in accelerazione rispetto al mese precedente. A trainare il rialzo sono soprattutto gli energetici, sia regolamentati sia non regolamentati, e gli alimentari non lavorati, mentre rallentano i servizi. Il cosiddetto “carrello della spesa” registra un aumento al +2,2%, segnalando una pressione più diretta sui consumi quotidiani. L’inflazione di fondo, invece, scende sotto il 2%, indicando una dinamica meno diffusa ma comunque influenzata dal ritorno delle tensioni sui prezzi dell’energia. Ne parliamo con Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.
    Autotrasporto al limite: l'Ue concede flessibilità, ma il caro carburante blocca i tir in Italia
    L’Unione europea introduce maggiore flessibilità sui target di emissioni per i veicoli pesanti, consentendo ai costruttori di accumulare crediti tra il 2025 e il 2029 per rispettare gli obiettivi al 2030. Una misura che alleggerisce la pressione regolatoria sulla filiera, ma che si scontra con una crisi immediata in Italia: il caro carburante. Con il diesel stabilmente sopra i 2 euro al litro, le principali associazioni dell’autotrasporto hanno proclamato un fermo nazionale dei tir dal 20 al 25 aprile e mobilitazioni in tutta Italia. Le imprese denunciano margini azzerati, difficoltà a trasferire i costi e chiedono interventi urgenti per evitare il blocco della filiera logistica. La flessibilità europea resta quindi una risposta di medio periodo, mentre l’emergenza è già attuale. Facciamo il punto con Paolo Uggè Presidente Conftrasporto e Fai.
    Nel 2025 in Italia nascite in calo del 3,9%
    Nel 2025 prosegue il calo demografico in Italia: le nascite scendono a 355mila (-3,9%), mentre i decessi restano elevati a 652mila, portando il saldo naturale a -296mila. La fecondità continua a diminuire, fermandosi a 1,14 figli per donna, con il Centro che registra i livelli più bassi. Aumenta anche l’età media al parto, segno di un rinvio sempre più diffuso delle scelte familiari. Il saldo migratorio resta positivo e compensa quasi interamente il calo naturale, ma non basta a invertire la tendenza di fondo. L’Italia si conferma così tra i Paesi europei più esposti al declino demografico, nonostante una delle più alte speranze di vita. Il commento è affidato a Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia e Statistica sociale alla Facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Milano.

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Über Focus economia

Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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