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    Puntata del 19/03/2026

    19.03.2026
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    Carburanti, governo verso il Cdm serale: Salvini propone tetto al diesel sotto 1,90 euro

    18.03.2026
    Il Consiglio dei ministri potrebbe riunirsi in serata, attorno alle 19. I ministri sono stati preallertati dopo le riunioni avvenute in mattinata a Palazzo Chigi, in particolare quella a cui hanno partecipato la premier Giorgia Meloni, il ministro dell Economia Giancarlo Giorgetti e il ministro dell Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, con al centro il dossier carburanti, a cui il governo lavora a causa del l innalzamento dei prezzi dopo la crisi in Medio Oriente per la guerra in Iran, con un faro anche su possibili fenomeni di speculazione. «Per me dobbiamo scendere sotto 1,90 euro al litro, non solo sotto i due euro, ovviamente per i diesel, quindi almeno 20/25 centesimi al litro»: lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini prima dell incontro a Milano con le compagnie petrolifere. «C è un Consiglio dei ministri questa sera e diciamo che le proposte che stiamo avanzando come Lega da giorni sono un tetto al prezzo, un intervento sulle accise e anche una discussione a Bruxelles su altre forme di tasse, come gli ETS che in questo momento non hanno senso, e il Green Deal che in questo momento è veramente un suicidio» le parole del ministro. L'interventismo con sconfinamento di Salvini ha costretto il governo a modificare l'agenda? Ieri lo stesso Salvini aveva spiegato: "A me va bene tutto, poi dipenderà dal Cdm e da altri colleghi che ne hanno la competenza. Ma ho ritenuto di muovermi per primo perché sono già passati diversi giorni e i rincari si stanno facendo sentire sui conti delle famiglie e delle imprese", ha aggiunto. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.
    De Molli, 'senza acqua salta il 20% del Pil italiano'
    La crisi idrica, sommando siccità, alluvioni e mancato riciclo, presenta il conto agli italiani: oggi costa annualmente 227 euro pro capite, il doppio della media europea (112 euro per abitante), una cifra pari a 13,4 miliardi di euro, come se l economia del nostro Paese si fermasse per due giorni e mezzo ogni anno. A metterlo in luce è il Libro Bianco 2026 della Community Valore Acqua di TEHA, giunto alla settima edizione, che fotografa un Italia sempre più esposta allo stress idrico che comporta avere troppo poco o troppa acqua nei momenti sbagliati, difficoltà nella raccolta o nella gestione. Nel 2022 era stato raggiunto il picco dei danni provocati dalla crisi idrica: 284 euro per abitante in un solo anno pari a 16,7 miliardi in totale. Un costo pro-capite maggiore è stato rilevato solo in Spagna (256 euro per abitante) e in Slovenia che raggiunge livelli oltre i 1.600 euro ad abitante. Secondo l analisi TEHA, lungo tutta la sua filiera, l acqua coinvolge quasi 2 milioni di imprese. Il ciclo idrico esteso, che comprende gestione, provider tecnologici, e consorzi di bonifica, ha generato nel 2024 11,2 miliardi di euro di valore aggiunto, che salgono a 31 miliardi considerando l indiretto e l indotto. L acqua è un input produttivo primario per agricoltura, industria, energia e data center, e abilita complessivamente 384 miliardi di euro di valore aggiunto: senza questa risorsa, il 20% del PIL italiano non potrebbe essere generato. - dichiara Valerio De Molli, CEO e managing partner di TEHA Group, nostro ospite oggi.
    Il ministro Salvini incontra i petrolieri
    Le aziende petrolifere devono difendersi dall'accusa dei distributori che sostengono di non essere loro a guadagnare dall'aumento del prezzo alla pompa, poichè il loroguadagno consiste solo in 3, massimo 4 centesimi lordi per ogni litro venduto. E che quindi non avrebbero alcun interesse nell'aumentare in maniera il prezzo per i consumatori e che anzi diventerebbe controproducente nel momento questo comportasse una diminuzione della domanda. A differenza dei benzinai, i tabaccai ad esempio quadagnano una percentuale (del 10% circa) sull'importo lordo guadagnato. Ci facciamo raccontare come è andata da Marina Barbanti, Direttrice generale di Unem.
  • Focus economia

    Ue non invierà navi a Hormuz. Nel mentre si divide su come far fronte al caro energia (Ets)

    17.03.2026
    Kaja Kallas conferma che per l'Unione Europea la via diplomatica resta l'unica opzione sulla crisi di Hormuz: Bruxelles lavora con i partner del Golfo, Giordania, Egitto e altri attori regionali per favorire una de-escalation, condividendo l'obiettivo di fermare una guerra dai costi globali elevatissimi. Dopo la Germania, anche Italia e Francia escludono l'invio di navi militari nel Golfo; Emmanuel Macron chiarisce che Parigi non è pronta ad operazioni di apertura dello stretto, ma potrà partecipare in futuro a missioni di scorta commerciale quando il contesto sarà meno instabile. Sul fronte energia, in vista del Consiglio europeo del 19-20 marzo, emerge una divisione tra i 27 sul sistema Ets: alcuni leader chiedono correttivi per contenere l'impatto dei prezzi energetici, ma la maggioranza continua a considerarlo uno strumento indispensabile sia per la transizione verde sia per garantire stabilità agli investimenti industriali europei. Interviene Adriana Cerretelli, editorialista Il Sole 24 Ore Bruxelles
    La crisi del golfo mette in crisi l'industria dei chip
    La guerra in Iran riapre un fronte critico per i semiconduttori: non tanto sulla produzione immediata, quanto sulla fragilità energetica e logistica che sostiene il settore globale dei chip avanzati. Taiwan, dove TSMC produce circa il 90% dei chip logici più sofisticati e tutti gli acceleratori AI di Nvidia, dipende fortemente da input energetici e materiali legati al Medio Oriente: un terzo dell'elio mondiale viene lavorato in Qatar, mentre parte dello zolfo arriva dalla raffinazione di petrolio e gas. Il vero nodo è il GNL: Taiwan importa il 97% dell'energia, il 37% del gas arriva dal Medio Oriente e le riserve coprono appena 11 giorni. Un blocco prolungato a Hormuz farebbe salire costi energetici, prezzi dei chip e spese operative dei data center, proprio mentre la domanda per l'intelligenza artificiale supera già la capacità produttiva globale. Ne parliamo con Vittorio Carlini, Il Sole 24 Ore
    Legacoop-Prometeia, rischio di nuovi shock sui prezzi del gas
    Il report Legacoop-Prometeia avverte che il sistema energetico europeo resta vulnerabile a nuovi shock geopolitici, soprattutto sul gas, nonostante la forte riduzione della dipendenza dalla Russia. L'Italia è più esposta della media europea perché il Qatar pesa per l'11% delle importazioni complessive di gas contro il 4% europeo, rendendo difficile una sostituzione rapida in caso di blocco prolungato delle rotte marittime. Il GNL italiano dipende per il 75% da Stati Uniti e Qatar, mentre il riempimento degli stoccaggi europei rischia di complicarsi in uno scenario di forte volatilità. Legacoop chiede misure urgenti: sostegno a trasporti, pesca e agricoltura, crediti d'imposta sui carburanti e interventi immediati sulla liquidità delle imprese, affiancati da un piano strutturale centrato sulle rinnovabili. Il commento è affidato a Simone Gamberini, Presidente Legacoop
  • Focus economia

    Unicredit lancia offerta su Commerzbank per superare il 30%

    16.03.2026
    UniCredit compie una nuova mossa nel dossier Commerzbank e annuncia un'offerta pubblica volontaria di scambio finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca, dopo aver già costruito una partecipazione del 26% più un ulteriore 4% tramite total return swap. L'istituto guidato da Andrea Orcel precisa di non puntare al controllo della banca tedesca ma a favorire un confronto con management e stakeholder. Il concambio stimato è di 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank, pari a 30,8 euro per azione e con un premio del 4% sulla chiusura del 13 marzo. L'operazione richiederebbe l'emissione di circa 384 milioni di nuove azioni, con una diluizione per gli azionisti UniCredit di circa il 20%, riducibile grazie a sinergie stimate fino a 900 milioni annui. Da Germania arriva però una netta chiusura: il governo federale ribadisce il sostegno all'indipendenza di Commerzbank e definisce non accettabile un'acquisizione ostile di una banca sistemica. Interviene Antonella Olivieri, Il Sole 24 Ore.

    Trump: la guerra finirà presto, il prezzo del petrolio cadrà come un masso
    Donald Trump sostiene che il conflitto con l'Iran finirà presto e prevede un forte calo del prezzo del petrolio una volta conclusa la crisi. Intanto però Stati Uniti lavorano alla costruzione di una coalizione internazionale per riaprire lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per i flussi energetici globali. Washington valuta anche possibili attacchi contro l'isola iraniana di Kharg Island, da cui passa gran parte dell'export di greggio iraniano. In Unione Europea si discute intanto di rafforzare Operazione Aspides, ma resta aperto il nodo dell'estensione del mandato fino a Hormuz. L'Italia si dice favorevole a un rafforzamento della missione, pur giudicando complesso modificarne il perimetro operativo. Il commento è di Sissi Bellomo, Il Sole 24 Ore.

    Meta, accordo da 27 miliardi sull AI. A rischio il 20% dei dipendenti
    Meta Platforms accelera sugli investimenti nell'intelligenza artificiale e firma con Nebius Group un accordo fino a 27 miliardi di dollari in cinque anni per assicurarsi capacità di calcolo destinata all'addestramento di modelli avanzati. Una parte dell'intesa, pari a 12 miliardi, entrerà in funzione dal 2027, mentre il resto riguarda capacità futura ancora in costruzione. Il mercato ha reagito subito premiando Nebius in Borsa. Parallelamente, però, secondo indiscrezioni Mark Zuckerberg starebbe valutando uno dei più grandi tagli occupazionali della storia recente del gruppo: fino al 20% della forza lavoro globale, circa 16 mila persone. L'azienda smentisce decisioni definitive ma conferma una fase di revisione interna mentre prosegue il rafforzamento industriale sull'AI con nuove acquisizioni e infrastrutture. Affrontiamo il tema con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale di UCapital.com; Emanuela Girardi, fondatrice di POP AI e Chairman di AI, Data and Robotics Association (ADRA)
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    Occupati: +185mila, ma sono tutti senior. E incombe l'Ai

    13.03.2026
    Il mercato del lavoro nella media del 2025 segna un aumento di 185mila occupati, una riduzione di 88mila disoccupati e un calo di 58mila inattivi. Il tasso di occupazione sale al 62,5% (+0,3 punti sul 2024) - il picco dall inizio delle serie storiche Istat (2004) - , il tasso di disoccupazione scende al 6,1% (-0,4 punti), quello di inattività si attesta al 33,3% (-0,1 punti). I dati Istat evidenziano anche come in media nel 2025 il monte ore lavorate sia cresciuto del 2,1% (al netto degli effetti di calendario), sia diminuito il ricorso alla Cig (-1 ora ogni mille lavorate) ed aumentato il lavoro straordinario (+0,1%). Il traino è rappresentato dai lavoratori senior: oltre i 50 anni in un anno si contano 409mila occupati in più, tra i 35-49anni 115mila occupati in meno e tra i 15 e i 34 anni 109mila in meno. Inoltre gli inattivi diminuiscono tra gli over 50 (-174mila) e aumentano tra 15-34 anni (+166mila), a testimonianza del persistere di una difficoltà enorme per i giovani ad entrare nel mercato del lavoro. Altri due elementi da considerare sono l inverno demografico con l invecchiamento progressivo della popolazione e la stretta sui pensionamenti anticipati che obbliga a lavorare più al lungo. Come media 2025 il costo del lavoro cresce del 3,6%, per effetto degli aumenti dei rinnovi contrattuali e per la riduzione degli incentivi contributivi. Venendo nello specifico dei dati Istat del quarto trimestre 2025, le ore lavorate sono stabili rispetto al trimestre precedente, mentre aumentano dell 1,6% nei confronti del quarto trimestre 2024. Nello stesso periodo il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali. Gli occupati si attestano a 24 milioni 121mila, con una crescita di 37mila unità sul terzo trimestre prodotta da una crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+76 mila) e degli indipendenti (+21 mila), e dal calo dei dipendenti a tempo determinato (-60 mila). Interviene Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT.

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Über Focus economia

Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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