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    Bce: lascia costo denaro invariato, non esclusi rialzi in futuro

    30.04.2026
    La Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse: depositi al 2%, rifinanziamento principale al 2,15% e rifinanziamento marginale al 2,40%. La decisione è stata unanime, ma nel Consiglio direttivo è stata discussa anche l’ipotesi di futuri rialzi. Christine Lagarde ha spiegato che la politica monetaria resterà “data dependent” e valutata riunione per riunione, sottolineando che il conflitto in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi energetici e aumentato i rischi sia per l’inflazione sia per la crescita. La Bce osserva finora solo effetti indiretti dell’aumento dell’energia, senza ancora effetti di secondo impatto su salari e prezzi, motivo per cui ha scelto di attendere ulteriori dati prima di intervenire. Francoforte avverte però che una crisi energetica prolungata potrebbe rallentare ulteriormente l’economia europea, comprimere consumi e investimenti e provocare carenze produttive in caso di interruzioni delle rotte commerciali. Ne parliamo con Franco Bruni, presidente dell'ISPI e professore emerito del dipartimento di Economia dell'Università Bocconi.
    Patto di Stabilità, ok in Parlamento alla risoluzione di maggioranza sul Dfp. Giorgetti: «Paese indebitato non è totalmente libero»
    Camera e Senato hanno approvato la risoluzione di maggioranza sul Documento di finanza pubblica, impegnando il governo ad avviare un confronto con l’Unione europea per ottenere il riconoscimento dell’eccezionalità della situazione economica e valutare l’attivazione delle clausole di salvaguardia. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha rivendicato la necessità di prudenza ricordando che l’Italia ha il debito pubblico più alto d’Europa in rapporto al Pil e che “un Paese indebitato non è totalmente libero”. Nel centrodestra si è discusso a lungo sulle misure da adottare: Forza Italia spinge per usare fondi Pnrr e coesione a sostegno della crescita e dell’energia, mentre la Lega chiedeva margini di bilancio più ampi anche in caso di mancato via libera europeo. Salvini ha comunque ribadito la necessità di aiutare famiglie e imprese con il sostegno della Ue. Con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore.
    Assaeroporti, scorte di carburante sufficienti per tutto maggio ma il vero nodo è Luglio
    Gli aeroporti italiani dispongono di scorte di jet fuel sufficienti almeno fino alla fine di maggio e in alcuni casi anche oltre, ma resta forte l’incertezza sulla tenuta delle forniture durante l’estate. Il presidente di Assaeroporti Carlo Borgomeo esclude un’emergenza immediata, ma avverte che il vero problema sarà capire “se a luglio ci sarà il cherosene”. Il settore teme soprattutto l’impatto economico della crisi: secondo Reuters il prezzo del jet fuel è aumentato di circa l’84% dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, mettendo sotto pressione le compagnie aeree, per le quali il carburante rappresenta fino al 35% dei costi operativi. Borgomeo avverte che l’aumento dei prezzi potrebbe portare anche alla cancellazione di alcuni voli, pur sottolineando che i tagli annunciati finora in Europa restano limitati. Per compensare il rallentamento delle forniture dal Golfo Persico, Italia ed Europa stanno aumentando le importazioni dagli Stati Uniti e dalle Americhe: nei primi sedici giorni di aprile l’Italia ha importato circa 105 mila barili al giorno di jet fuel, quasi tre volte i livelli di marzo, per un valore stimato di circa 350 milioni di euro. Approfondiamo con Carlo Borgomeo, Presidente Assaeroporti.
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    Via libera della Commissione Ue alla nona rata del Pnrr

    29.04.2026
    Via libera della Commissione Ue alla nona rata del Pnrr dell’Italia, pari a 12,8 miliardi di euro. Bruxelles ha valutato positivamente la richiesta di pagamento, constatando il completamento soddisfacente di tutti i 16 traguardi e 34 obiettivi previsti dalla decisione del Consiglio nell’ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza, cuore del NextGenerationEU. Ora la valutazione preliminare passa al Comitato economico e finanziario del Consiglio, che avrà quattro settimane per esprimere il proprio parere prima della decisione finale della Commissione. Palazzo Chigi sottolinea che il pagamento porterà a 166 miliardi di euro il totale delle risorse ricevute dall’Italia, confermando il pieno raggiungimento degli obiettivi programmati. Giorgia Meloni parla di consolidamento del “primato europeo” dell’Italia nell’attuazione del Pnrr, con 416 traguardi e obiettivi raggiunti tra riforme e investimenti strategici. Tra i risultati evidenziati: supporto educativo a oltre 800mila studenti a rischio dispersione, interventi socioeducativi per 44mila minori nel Mezzogiorno, digitalizzazione di 7,75 milioni di fascicoli giudiziari, Fascicolo sanitario elettronico attivo per l’85% dei medici di base, ammodernamento tecnologico di 280 strutture sanitarie, rinnovo della flotta dei Vigili del fuoco con oltre 3.800 veicoli ecologici, riduzione delle perdite idriche su 45mila km di reti e attuazione del programma GOL con 3 milioni di beneficiari.
    Facciamo il punto con Carlo Altomonte, Associate Dean e Direttore PNRR Lab, SDA Bocconi, e membro CD Fondazione M&M.
    La Cina minaccia l'UE se il piano "Made in Europe" verrà adottato
    La Cina avverte Bruxelles sul piano “Made in Europe” e minaccia contromisure se il testo dovesse essere approvato. Secondo il ministero del Commercio cinese, la nuova legge europea sull’accelerazione industriale introdurrebbe una “discriminazione sistemica” contro le imprese cinesi. Il piano, presentato dalla Commissione Ue e ora all’esame di Parlamento europeo e Stati membri, prevede quote minime di componenti critici di origine europea per accedere ai fondi pubblici nei settori strategici, tra cui automotive, tecnologie energetiche low carbon, industria pesante e acciaio. Bruxelles difende il provvedimento sostenendo che le misure siano coerenti con gli obblighi internazionali e con le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. Da anni molte imprese europee denunciano una concorrenza sleale da parte delle aziende cinesi, soprattutto nei veicoli elettrici, nel fotovoltaico e nelle materie prime, favorita da forti sussidi statali e da sovrapproduzione capace di comprimere i prezzi. Pechino considera invece il piano un intervento politico che altera i principi della concorrenza internazionale. Tra le possibili ritorsioni evocati i settori delle terre rare, dell’automotive, dell’aerospazio e degli appalti pubblici, con il rischio di penalizzazioni per le imprese europee nei grandi progetti infrastrutturali e tecnologici cinesi. Ne parliamo con Giuliano Noci - Professore ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale, insegna Strategia & Marketing presso il Politecnico di Milano. Dal 2011 è Prorettore del Polo cinese del Politecnico.
    Via libera al dl Lavoro. Debutta il "salario giusto"
    Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto Lavoro varato in vista del Primo maggio. Tra i pilastri del provvedimento: ruolo rafforzato dei contratti collettivi attraverso il principio del “salario giusto”, incentivi alla stabilizzazione dei contratti degli under 35 e delle donne disoccupate e nuove regole per il lavoro mediato dalle piattaforme digitali. Giorgia Meloni ha rivendicato la scelta di non concedere incentivi pubblici “a chi sottoscrive contratti pirata e sottopaga i lavoratori”, difendendo il modello italiano fondato sulla “contrattazione di qualità”. Il decreto prevede un nuovo incentivo per la trasformazione dei contratti a termine in rapporti stabili: esonero contributivo del 100% per 24 mesi fino a 500 euro mensili per giovani under 35 mai occupati a tempo indeterminato, per trasformazioni effettuate tra agosto e dicembre 2026. Prorogato inoltre fino a fine anno il bonus per le assunzioni stabili degli under 35, con sgravi fino a 500 euro mensili, che salgono a 650 euro nelle regioni della Zes Unica. Per le donne disoccupate e inoccupate previsto uno sgravio contributivo di 24 mesi fino a 650 euro mensili, che può arrivare a 800 euro nelle regioni della Zes Unica. Gli incentivi saranno legati all’incremento occupazionale netto e non potranno essere concessi alle aziende che abbiano effettuato licenziamenti nei sei mesi precedenti. Il commento è di Francesco Seghezzi, presidente fondazione ADAPT, centro studi su lavoro e occupazione fondato da Marco Biagi.
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    Ansaldo Energia torna in utile. Grande aumento degli ordini

    28.04.2026
    Lo scorso primo aprile Ansaldo Energia ha annunciato di aver chiuso l'esercizio 2025 con un miglioramento dei principali indicatori economico finanziari e con il ritorno all'utile dopo diversi anni (non si registrava dal 2021). L'anno si conclude con un risultato netto positivo di 20 milioni di euro. Gli ordini raggiungono 2,3 miliardi di euro, in aumento del 24% sull'anno precedente, mentre i ricavi si attestano a 1,2 miliardi, in aumento del 10%. L'Ebitda adjusted sale a 140 milioni e l'Ebit torna positivo a 31 milioni. I dati dell'esercizio 2025 riflettono la dinamica della domanda di soluzioni per la generazione elettrica e per i servizi di rete, in un anno caratterizzato dal forte ampliamento della pipeline commerciale e da una crescente presenza sui mercati internazionali. Le business unit New Units e Service hanno conseguito risultati superiori alle previsioni. Il Piano Industriale 2026-2030 conferma la traiettoria di sviluppo del Gruppo e, grazie a una forte domanda di energia da fonti programmabili, fra cui il gas naturale, prevede una crescita progressiva dei volumi e ricavi superiori a 2 miliardi nel 2030. La marginalità «è prevista in miglioramento, grazie al contributo delle nuove unità (turbine a gas, turbine a vapore, generatori e compensatori sincroni), all espansione del service, al rafforzamento del perimetro nucleare e alle prospettive di mercato degli elettrolizzatori (NDR Un elettrolizzatore è una macchina che usa energia elettrica per separare l acqua in idrogeno e ossigeno. In pratica: prende acqua + corrente elettrica e produce idrogeno, che può essere usato come combustibile o per accumulare energia), la cui industrializzazione è sostenuta dai finanziamenti Ipcei (fondi Ue per importanti progetti di comune interesse europeo). Nel 2025, ha aggiunto Fabbri, «Ansaldo Energia ha raggiunto il 13% di market share a livello globale, nel settore delle turbine a gas, con una leadership in Europa del 42%. Il piano industriale, peraltro, punta a un ulteriore crescita, intercettando nuovi mercati nel termico, ma anche nel nucleare e nell idrogeno».
    Il progetto per il prossimo quinquennio, ha concluso l ad di Ansaldo Energia, prevede «500 milioni d investimenti, nell arco del piano, con un rafforzamento della capacità produttiva e dello sviluppo tecnologico del prodotto su tutte le business unit. La forza lavoro, poi, si attesterà oltre i 4mila dipendenti, a livello di gruppo, tra Italia ed estero, entro il 2030, contro i 3.500 addetti di oggi, che sono già cresciuti perché erano 3.300 nel 2024». Interviene Fabrizio Fabbri, AD di Ansaldo Energia.
    Gimbe, rapporto spesa/Pil congelato fino al 2029 e buco di 30 mld per le prestazioni
    Nel giorno delle audizioni alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato a Montecitorio, per spiegare la stima preliminare del primo trimestre che arriverà giovedì, il primo a comparire è il presidente dell Istat Francesco Maria Chelli. E' poi il turno della Corte dei Conti che in audizione sottolinea come «seppure caratterizzato da rilevanti rischi al ribasso, le previsioni presentate nel Dfp, appaiono improntate a una ragionevole cautela». Sulle prospettive del rapporto debito/Pil, invece, «il quadro non sembrerebbe rassicurante» e sul fronte della spesa sanitaria dei comuni nel 2029, avvisa: "Potrebbe esserci, a politiche invariate, un calo per le amministrazioni locali in termini di investimenti che a fine periodo riporterebbe questo comparto a un livello di spesa inferiore a quello che avevano raggiunto nel 2024". Nelle preoccupazioni sulla sanità, e sul ruolo dei comuni, fa eco la fondazione Gimbe. La spesa sanitaria resterà ferma al 6,4% del Pil fino al 2029 e nel triennio 2027-2029, rispetto alle previsioni, mancheranno 30,6 miliardi necessari per garantire le prestazioni ai cittadini. È questo il dato centrale dell analisi della Fondazione sul Documento di finanza pubblica 2026, approvato il 22 aprile dal Consiglio dei ministri. Il quadro indica una distanza crescente tra il fabbisogno stimato e le risorse già programmate per il fondo sanitario nazionale. E in assenza di consistenti, ma poco realistici, investimenti a partire dalla prossima Legge di Bilancio - commenta Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - questo squilibrio non potrà che scaricarsi sui bilanci delle Regioni, costrette ad aumentare la pressione fiscale o a tagliare i servizi. Ne parliamo con Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.
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    Delfin, via libera dei soci: Leonardo Maria Del Vecchio pronto a rilevare il 25%

    27.04.2026
    L’assemblea degli azionisti di Delfin ha approvato due delibere chiave: la distribuzione dell’80% degli utili per tre anni e il riassetto azionario con l’acquisizione delle quote di Luca e Paola Del Vecchio da parte di Leonardo Maria Del Vecchio.
    Il voto ha visto alcune divisioni, ma segna un passo decisivo dopo anni di stallo.
    Con l’operazione (valore circa 10 miliardi), Leonardo Maria salirà al 37,5%, diventando primo azionista della holding che controlla partecipazioni strategiche come EssilorLuxottica, MPS, Generali e UniCredit.
    Nei prossimi 40 giorni i soci potranno presentare eventuali obiezioni, ma il riassetto appare ormai avviato. Interviene: Marigia Mangano, Il Sole 24 Ore.
    Fisco, più redditi dichiarati ma zero Irpef per 11,3 milioni
    Le dichiarazioni 2025 mostrano redditi in crescita: totale a 1.076 miliardi (+4,7%) e media a 25.820 euro (+4%). A trainare sono soprattutto lavoro dipendente e pensioni. Tuttavia, il carico fiscale resta concentrato: l’84,6% dell’Irpef è pagata da dipendenti e pensionati, con il ceto medio (35-70mila euro) che contribuisce per circa un terzo. Parallelamente cresce il numero di contribuenti che non pagano Irpef: oltre 11,3 milioni tra esenzioni, detrazioni e bonus. Aumentano anche i forfettari (oltre 2 milioni). Il quadro evidenzia salari reali stagnanti: i redditi crescono meno dei prezzi, riducendo il potere d’acquisto e ampliando la platea di chi paga poco o nulla. Ne parliamo con Giovanni Parente, Il Sole 24 Ore.
    Cna, "passaggio generazionale mette a rischio oltre un milione di piccole imprese"
    Secondo CNA, oltre un milione di imprese dovrà affrontare il passaggio generazionale nei prossimi anni, ma più della metà non ha ancora pianificato azioni concrete.
    Il trasferimento funziona meglio in ambito familiare (63,7%), mentre è molto difficile vendere a terzi o dipendenti per mancanza di risorse e acquirenti.
    Pesano fattori strutturali come burocrazia, pressione fiscale e carenza di personale. Il rischio è non solo la chiusura delle imprese, ma anche la perdita di competenze, soprattutto nell’artigianato.
    I giovani imprenditori sono pochi (11,3%), anche se il settore artigiano resta attrattivo per le nuove generazioni. Ne parliamo con Lorenzo Zanotti, vicepresidente CNA.
    Musk contro Altman e OpenAI: inizia il processo che può decidere il futuro dell’IA
    Si apre a Oakland il processo tra Elon Musk e Sam Altman, co-fondatori di OpenAI.
    Musk accusa OpenAI di aver tradito la missione no-profit trasformandosi in realtà commerciale legata a Microsoft. Chiede danni fino a 150 miliardi e cambiamenti strutturali.
    OpenAI respinge le accuse, sostenendo che si tratta di una strategia per ostacolare un concorrente (xAI). La difesa sottolinea inoltre che lo stesso Musk in passato aveva proposto un modello profit.
    Intanto OpenAI e Microsoft rivedono la partnership: maggiore flessibilità commerciale e un tetto ai pagamenti fino al 2030.
    Il processo durerà circa quattro settimane e potrebbe influenzare gli equilibri dell’intero settore dell’intelligenza artificiale. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com
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    Fisco, più redditi dichiarati ma zero Irpef per 11,3 milioni

    24.04.2026
    Nel 2025, sulle dichiarazioni relative all’anno d’imposta 2024, i redditi dichiarati in Italia hanno raggiunto i 1.076,3 miliardi di euro, in crescita del 4,7% rispetto all’anno precedente (+48,6 miliardi), con un reddito medio salito a 25.820 euro (+4%). L’aumento si inserisce in un contesto macroeconomico moderato, con Pil nominale a +2,8%, crescita reale dello 0,8% e inflazione all’1%, in forte calo rispetto al 2023. A trainare i redditi è anche l’occupazione: i contribuenti con reddito da lavoro dipendente sono aumentati di oltre 348 mila unità (+1,5%) e il loro reddito complessivo è cresciuto del 5,6%. In particolare, i lavoratori a tempo indeterminato (17,9 milioni) registrano un +1,6% con un reddito medio di 27.676 euro (+4%), mentre i contratti a termine (6,2 milioni) crescono dell’1,1% con reddito medio di 11.375 euro (+3,9%). Anche i redditi da pensione salgono a 325,5 miliardi (+5,5%), con un lieve aumento dei pensionati (+0,2%). Dal lato fiscale, emerge che l’84,6% dell’Irpef è pagata da dipendenti e pensionati, mentre il ceto medio (redditi tra 35mila e 70mila euro) contribuisce per oltre un terzo del gettito. Si riduce invece il peso relativo dei redditi più alti: lo 0,2% dei contribuenti con oltre 300mila euro dichiara il 6,6% dell’imposta totale, in calo rispetto al 7,1% dell’anno precedente, e solo il 3,3% supera i 75mila euro. Resta ampia la platea di chi non paga Irpef: 8,7 milioni di contribuenti hanno imposta netta zero, che diventano oltre 11,3 milioni considerando anche chi è compensato da bonus e crediti. Infine continua a crescere il regime forfettario (flat tax), che supera i 2 milioni di aderenti (+3,3%), confermandosi una delle principali alternative al sistema Irpef ordinario. Ne parliamo con Giovanni Parente, Sole 24 Ore.

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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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