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- Si è molto discusso nel recente passato (ora il tema sembra passato in secondo piano alla luce dei profondi rivolgimenti geopolitici che attraversano i nostri tempi) di sviluppo sostenibile, in primo luogo con riferimento all’attuale, grave crisi climatica. E la prima conclusione, non certo rassicurante, è che non verranno raggiunti gran parte degli obiettivi fissati nell’Agenda 2030. Assistiamo a un palese arretramento, complici le scelte adottate da diversi governi, in primis gli Stati Uniti, nella difficile marcia verso uno sviluppo più sostenibile, rivendicato con forza soprattutto dalle migliaia di giovani, non solo europei, che chiedono - anche scendendo in piazza a manifestare - un cambio radicale delle politiche in grado di assicurare loro un futuro degno di questo nome. Ne parliamo prendendo spunto dal Rapporto 2026 messo a punto dall’Asvis, l’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, dal titolo “L’Italia e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Agenda per la prossima legislatura e non solo” con Enrico Giovannini, direttore scientifico e co-fondatore dell’Alleanza per lo sviluppo sostenibile, economista, docente universitario, già presidente dell’Istat e ministro delle Infrastrutture e delle mobilità sostenibili nel governo Draghi e in precedenza ministro del Lavoro nel governo Letta.
- Parliamo questa sera, cari ascoltatori, della rivoluzione digitale dei nostri tempi. Parliamo dell’intelligenza artificiale, una realtà con cui tutti ci stiamo misurando, e lo facciamo non per schierarci tra i catastrofisti, tra quanti cioè vedono nell’intelligenza artificiale rischi enormi che sottrarranno via via spazi e competenze alle persone, e nemmeno tra quanti al contrario ritengono con entusiasmo che si creino enormi opportunità, in molti ambiti. Ne vogliamo parlare con una super-esperta per capire soprattutto in che modo si riuscirà a governare al meglio l’intelligenza artificiale, a indirizzarla verso le giuste finalità e a prevenirne i rischi. In linea con noi è questa sera Roberta Cocco, autrice di un interessante libro pubblicato da Egea dal titolo “Mente, cuore, mani. Le competenze come infrastruttura del futuro”. Roberta Cocco dopo una lunga carriera in Microsoft, è stata assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici del comune di Milano e consulente del ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale del governo Draghi. Attualmente è docente a contratto in SDA Bocconi School of Management e LUIC.
- Per decenni si è discusso se fosse il mercato ad avere la prevalenza (le ricette liberiste ad esempio) e che lo Stato (inteso come l’intervento pubblico) dovesse farsi da parte. Più mercato e meno Stato oppure più Stato e meno mercato? Per rappresentare questo dualismo, si potrebbe contrapporre da un lato Prometeo, che nella mitologia greca dona agli uomini il fuoco e le arti e che nel mondo di oggi diventa tecnologia, finanza, commercio internazionale, catene del valore, capacità di creare sviluppo e crescita. Dall’altro lato, Leviatano che nella tradizione trasmessa dal grande filosofo Thomas Hobbes e trasposta ai nostri tempi rappresenta il potere pubblico, lo Stato che esercita sovranità, stabilisce regole, batte moneta, sanziona, controlla gli investimenti, protegge settori strategici e garantisce la sicurezza nazionale. A quale delle due forze contrapposte dare priorità? A proporci questo stimolante interrogativo è un libro appena pubblicato da Mondadori dal titolo “Prometeo e Leviatano, lo scontro tra mercato e Stato per il controllo dell’economia globale”. L’autore è Fabrizio Pagani, economista e docente a Science Po, con una lunga esperienza nelle istituzioni italiane e internazionali, dall’Ocse al G7/G20, dalla presidenza del Consiglio come consigliere alla guida della segreteria tecnica del ministro dell’Economia e ora partner di Vitale.
- Uno dei punti di forza della nostra democrazia, dell’economia e della società -lo si è detto più- volte risiede nella vitalità e nel ruolo dei cosiddetti corpi intermedi. Stiamo parlando della fitta rete composta da enti, associazioni, sindacati, cooperative, camere di commercio, fondazioni, enti del terzo settore che rappresentano il luogo in cui la società si organizza, si educa e si riconosce, pur in periodi complessi e incerti quali quelli che stiamo vivendo. Ne parliamo questa sera, cari ascoltatori, grazie a un interessante libro pubblicato dal Mulino, dal titolo “Corpi intermedi, società civile ed economia sociale, per un governo delle transizioni”, che raccoglie saggi di diversi studiosi ed è curato dal presidente del Cnel, Renato Brunetta. L’assunto principale del libro è che rilanciare la funzione dei corpi intermedi significa riscoprire la parte migliore della tradizione italiana, quella che ha saputo coniugare lavoro e dignità, economia e giustizia sociale, sviluppo e coesione. Ne parliamo proprio con il prof. Brunetta che è in linea con noi questa sera.
- In un contesto globale dominato dall’ascesa dei nazionalismi, da guerre e tensioni commerciali all’insegna del protezionismo, quale futuro è lecito immaginare per il sistema monetario internazionale e per il complesso delle istituzioni che hanno retto con alterne vicende gli equilibri mondiali e che hanno vista confermata la centralità del dollaro? È possibile in sostanza che si possa ipotizzare una sorta di nuova Bretton Woods, sulla falsariga dell’accordo che venne raggiunto nel 1944 presso il Mount Washington Hotel di Bretton Woods, nel New Hampshire quando ancora era in corso la seconda guerra mondiale? Equilibri che hanno retto fino al 13 agosto del 1971 quando gli Stati Uniti guidati da Richard Nixon sospesero l’ancoraggio del dollaro all’oro. A tali interrogativi offre una serie di interessanti risposte e spunti di riflessione il libro pubblicato dalle edizioni de Il Sole 24 Ore dal titolo “Una nuova Bretton Woods per il XXI secolo, riflessioni sul futuro delle relazioni e degli scambi internazionali”. Gli autori sono i nostri ospiti Giovanni Tria, economista, professore onorario dell’Università di Tor Vergata ed ex ministro dell’Economia, e Angelo Federico Arcelli, economista e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore.
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Über A conti fatti. La storia e la memoria dell'economia
"A Conti fatti, la storia e la memoria dell'economia" è il programma di Radio 24 dedicato alla storia dell'economia che punta ad approfondire argomenti, temi, spunti e riflessioni offerti dall'attualità, da libri ed eventi connessi con l'economia per andare insieme indietro nel tempo, così da ricavare spunti utili a farci meglio comprendere i fenomeni complessi con i quali ci confrontiamo quotidianamente. La storia economica è da questo punto di vista uno strumento prezioso perché ci offre importanti chiavi interpretative di lettura e rilettura del passato anche recente. Ne abbiamo più mai bisogno in questa fase di profondi e repentini cambiamenti.
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