15 Episoden
- In questa puntata vi proporremo di indagare su una parola antica, ambigua, potentissima: monstrum. Il mostro non è soltanto ciò che ci spaventa, ciò che respingiamo, ciò che vorremmo tenere fuori dal campo del visibile. È anche ciò che - etimologicamente - mostra: una forma estrema, un segno, una possibilità della natura, dell’animo umano, della storia.
Proveremo ad attraversare il concetto in tre movimenti.
Con Paolo Mereghetti, partiremo da L’uomo elefante di Frederick Treves, il caso clinico e umano di John Merrick che David Lynch avrebbe poi portato sullo schermo in The Elephant Man. Qui il mostro è guardato da un medico vittoriano, ma quello sguardo, pur nato dentro un’epoca di teatri anatomici e freak show, si apre a qualcosa di più fragile e più alto: la pietas, la partecipazione, la possibilità di riconoscere l’umano là dove il mondo vede soltanto deformità. Con Nadia Fusini, entreremo poi nel territorio ambiguo disegnato da Robert Louis Stevenson col suo Master di Ballantrae, dove il mostruoso non ha bisogno di un corpo fuori norma: può abitare il fascino, l’eleganza, la forza seduttiva del male. Infine, con Benjamín Labatut, allargheremo il campo fino alla scienza, al progresso, alle accelerazioni e alle catastrofi attraverso cui l’uomo sembra continuamente rifondare sé stesso.
I libri di cui si parla in questo episodio sono:
* L'uomo elefante, di Frederick Treves. Traduzione di Matteo Codignola. Microgrammi. 51 pp. Adelphi Edizioni 2026
* Il Master di Ballantrae, di Robert Louis Stevenson. A cura di Masolino D'Amico. Biblioteca Adelphi. 314 pp. Adelphi Edizioni 2026
* Maniac, di Benjamín Labatut. Traduzione di Norman Gobetti. Gli Adelphi. 357 pp. Adelphi Edizioni 2025
* Dialettica del mostro, di Sylvain Piron. Traduzione di Angela Guidi Nissim. Imago. 349 pp. Adelphi Edizioni 2019 - “Signore, mi permetto di raccontarvi questa storia per ingannare l'attesa dell'alba”.
Sheherazade ha forse trovato il modo d’incantare il crudele sovrano che l’ha presa in sposa e che al termine della prima notte di nozze la ucciderà, come usa fare con tutte dopo che la sua prima, amatissima moglie lo ha tradito.
Ogni mattina, all’alba, la ragazza interrompe il racconto sul più bello, e così rimanda di un altro giorno il momento fatidico. Ma quanto può durare un simile incantamento? E quanti abbellimenti, quanti artifici dovrà mettere in scena Sheherazade per intrattenere il suo sire ed impedirne la metamorfosi in aguzzino?
In questa puntata approfondiremo due casi, due diversi approcci alla verità del racconto, in entrambi cercando di rispondere – assieme ai nostri ospiti – alla domanda che si pone chiunque si accinga a raccontare la propria storia o quella di un altro.
I libri di cui si parla in questo episodio sono:
* Il giornalista e l'assassino, di Janet Malcolm. Traduzione di Enzo D'Antonio. La collana dei casi. 170 pp. Adelphi Edizioni 2026
* Autocronologia, di Alberto Arbasino. A cura di Raffaele Manica. Piccola Biblioteca Adelphi. 246 pp. Adelphi Edizioni 2026
* Piccole storie senza morale, di Alfred Polgar. Traduzione di Cristina Pennavaja. Piccola Biblioteca Adelphi. 246 pp. Adelphi Edizioni 2026 - Quella raccontata in “La solitudine di Sonia e Sunny” è una storia d’amore, l’affresco di un cosmo complesso e avvincente nel quale due traiettorie umane si sfiorano, si allontanano e poi tornano a convergere, entrando in collisione. Qui, tutto avviene al momento giusto: non un momento prima, non un momento dopo. E di questo senso del tempo che è una delle doti più preziose, nell’arsenale di cui dispongono i narratori, Desai si dimostra maestra.
Per farci guidare fra storie, temi e personaggi del libro, che i lettori italiani possono godere nella impeccabile traduzione operata da Giuseppina Oneto, abbiamo voluto rivolgerci direttamente all’autrice. Siamo felici, dunque, di potervi proporre questa conversazione con Kiran Desai.
Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto.
Il libro di cui si parla in questo episodio è:
* La solitudine di Sonia e Sunny, di Kiran Desai. Traduzione di Giuseppina Oneto. Fabula. 455 pp. Adelphi Edizioni 2026 - «Quando siamo bambini amiamo i nostri genitori, crescendo li giudichiamo, e poi – con un po’ di fortuna – li perdoniamo». Per raccontarci del suo ultimo romanzo, Emmanuel Carrère, che abbiamo intervistato, prende in prestito da Oscar Wilde una citazione. È in effetti una frase appropriata, per cominciare a dire di quello che nel libro è contenuto: amore filiale, giudizio, fortuna e perdono, in “Kolchoz”, contribuiscono a disegnare una costellazione luminosa. E col passo di appassionato cronista che gli è proprio, Carrère ripercorre stavolta il disegno di una vita a lui contigua: quella di sua madre, Hélène Carrère d'Encausse, senza far sconti alle sue tante durezze, ma rendendole l’omaggio più grande che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.
Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto.
Il libro di cui si parla in questo episodio è:
* Kolchoz, di Emmanuel Carrère. Traduzione di Francesco Bergamasco. Fabula. 762 pp. Adelphi Edizioni 2026 - Philip Roth ha abituato i suoi lettori a frequentare il concetto di “doppio” in letteratura, facendo attenzione a non sciogliere dubbi e riserve sulla effettiva coincidenza fra autore, io narrante e protagonista di molti fra i suoi romanzi.
Forse, però, Roth non si è mai avventurato più a fondo in quella terra sconosciuta di quanto abbia fatto con il suo Operazione Shylock, profetico romanzo del 1993 che oggi torna in libreria nella nuova traduzione di Ottavio Fatica e con una prefazione di Emmanuel Carrère.
Ne parlano Emanuele Trevi e Ottavio Fatica, in una conversazione che siamo lieti di potervi proporre.
Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto.
I libri di cui si parla in questo episodio sono:
* Operazione Shylock, di Philip Roth. Traduzione di Ottavio Fatica. Fabula. 455 pp. Adelphi Edizioni 2026
* Portnoy, di Philip Roth. Traduzione di Matteo Codignola. Fabula. 283 pp. Adelphi Edizioni 2025
* Ormai non poteva succedere più nulla, di Henry James. Traduzione di Ottavio Fatica. Biblioteca Adelphi. 562 pp. Adelphi edizioni 2026
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Über Vedere voci
Vedere voci è un podcast di Adelphi che mette al centro i libri, la loro singolarità, i mondi che raccontano e a volte celano e chi li ha creati. In questo podcast troverete contenuti esclusivi sui libri della nostra casa editrice. Ogni puntata proporrà agli ascoltatori nuove interviste con autori, traduttori e curatori, ma anche approfondimenti tematici e letture tratte dalle novità e dai classici Adelphi. Buon ascolto!Cura editoriale di Roberto Colajanni e Matteo BaldiMusiche de i caniCoordinamento tecnico e post-produzione di Luca BozzoliLetture di Andrea CecchiPer la voce di Han Kang nella sigla di Vedere voci: © Nobel Prize Outreach. Production: SVTLa cover del podcast © Kazumasa Nagai, Kazumasa Nagai One-Man Show (1968).
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